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Chi è Alessandro del Valle ? Biografia
Saggista, geopolitologo, co-fondatore dell’Osservatorio geopolitico del Mediterraneo (Nicosia, Cipro) ; ricercatore indipendente, Alexandre del Valle è un esperto di geopolitica, cioè, dei conflitti e dei rischi internazionali. Del Valle è uno dei massimi esperti del Medio Oriente e dell’integralismo islamico in Francia.

Geopolitologo internazionale
 
Figlio di « Pieds-Noirs » (Mamma spagnola vissuta in Algeria e padre Siciliano vissuto a Tunisi), Del Valle è nato e vissuto nel Sud della Francia e vi ha percorso la maggior parte dei suoi studi (Aix-en-Provence-Marsiglia-Montpellier (Istituto di Scienze Politiche). Mediterraneo al 100%, è molto attaccato alla Sicilia dove ha ancora parenti, e all’Italia, dove sta spesso.

Da qualche anno, Alexandre del Valle cerca di analizzare le convergenze paradossali tra i diversi movimenti estremisti e rivoluzionari-totalitari (Rossi-Bruni-Verdi, cioè comunisti, fascisti-nazzisti e islamisti), senza dimenticare il terrorismo islamico e i fenomeni di disinformazione (« Guerre delle Rappresentazioni»).

Ha avuto come maestri i grandi specialisti di strategia francesi André Martel (CR, professore all’Istituto di Scienze Politiche di Aix-en-Provence), il generale Pierre Marie Gallois (CR), ex-consigliere di Charles De Gaulle e ideatore della « Force de frappe française » nucleare ; Jean Salvan (CR), ex-comandante della FINUL in Libano, e Yves Lacoste (Università di Parigi VIII). Ma anche l’islamologa Bat Yé’Or, specialista della “Dhimitudine” e dello “Gihad”, il politologo e islamologo Bruno Etienne, oppure Jean Pierre Péroncel-Hugoz, “Grande Reporter” al giornale “Le Monde” e specialista del mondo arabo e mediterraneo.

Politicamente, Alexandre del Valle è sempre rimasto libero. Pero questa libertà non gli ha impedito di avvicinarsi a parecchi uomini politici francesi schierati all Centro Destra, come Philippe De Villiers, Charles Pasqua, Gabriel Kaspereït, ecc. Nel 2002, ha accettato di co-fondare assieme al suo amico franco-algeriano Rachid Kaci, noto in Francia per la sua lotta all’islamismo radicale, la corrente « Destra Libera » (“La Droite Libre républicaine et laïque »), componente maggiore del partito di Governo di Nicolas Sarkozy, l’UMP, la quale ha come scopo di difendere la libertà di pensiero e la laicità di fronte ai pericoli integralisti, sopratutto il fondamentalismo islamico e il virus del comunitarismo.





Verdi Rossi Neri

L’Occidente è sotto attacco. Mai nella sua storia è stato così odiato. Mai è stato oggetto di un fuoco concentrico così insistente. I tre totalitarismi più pericolosi – l’islamismo fondamentalista, il comunismo rivoluzionario, il neonazismo razzista – dichiarano di avere lo stesso nemico: le democrazie occidentali (Europa, Stati Uniti, Israele), fondate sull’inviolabilità dei diritti dell’individuo, sulla laicità dello Stato e sulla separazione dei poteri. La pericolosa alleanza tra gli estremismi rosso-nero-verdi ha dunque come unico obiettivo le democrazie liberali, le società aperte. È un conflitto che ha conosciuto la sua prima fase nel corso della seconda guerra mondiale, con l’alleanza antisemita tra il Gran Muftì di Gerusalemme e Hitler, e che periodicamente deflagra in attentati e azioni sensazionali in ogni parte del mondo. L’opinione pubblica internazionale ha preso drammaticamente atto di questa minaccia l’11 settembre 2001 con la caduta delle Torri Gemelle. In realtà, spiega l’Autore, l’alleanza fra l’Islam radicale e gli opposti estremismi sta lentamente e inesorabilmente cambiando la fisionomia stessa dell’Occidente, in particolare dell’Europa. La «conquista» musulmana (innanzitutto demografica, poi culturale, politica, giuridica) in atto da alcuni decenni, il negazionismo, l’anti-imperialismo, il rifiuto del mercato, la sotterranea azione di lobby dell’OCI (la Conferenza islamica) all’interno dell’ONU disegnano nuove alleanze, ribaltano equilibri consolidati, dividono l’Occidente.
Nel presente saggio si sostiene la tesi che l’Occidente giudaico-cristiano, indistintamente associato all’imperialismo americano, al sionismo, all’Europa coloniale o al capitalismo e al mercato economico, non è mai stato così tanto detestato e contestato da una simile pletora di individui che lavorano alla sua catartica distruzione. Tale odio, specchio capovolto dei valori liberali e individuali incarnati dall’Occidente considerato responsabile di tutti i mali della terra, riunisce nella contestazione che lo fomenta le tre famiglie totalitarie dell’«iperantioccidentalismo», i cui colori si sovrappongono come in un cocomero. Il verde della scorza è il colore dell’islamismo radicale, eroe ineguagliato dell’antiegemonismo che grazie alle «rappresaglie» di al-Qa’ida contro gli yankee, o la «resistenza» del jihad iracheno, di Hamas e degli Hezbollah, sfida il Golia israeliano. Il rosso della parte interna è il colore del comunismo rivoluzionario e della nuova sinistra terzomondista: dal crollo dell’Unione Sovietica la rivoluzione rossa non è mai stata così aggressiva. Non ha ancora pronunciato l’ultima parola ma lo farà, se è necessario, usando la lingua dell’Islam, in nome dell’Unione dei Revanscisti pronti a tutto pur di far cadere l’Impero occidentale, anche ad allearsi con quel Diavolo in cui i suoi seguaci non credono. Il colore nero del centro, o piuttosto dei suoi semi, è quello delle camicie nere della barbarie nazifascista – un contributo che gli alleati «progressisti» degli islamico-rivoluzionari non vantano, professionisti quali sono della «reductio ad hitlerum» e della strumentalizzazione del dolore ebraico con cui tentano di opprimere il popolo d’Israele e il sionismo. Il verde della copertura non è solo quello dell’islamismo, ma più in generale della lotta condotta contro i sionisti e gli americani. L’innocenza vittimistica e la condizione dei presunti «oppressi» rappresentano un alibi formidabile per giustificare la barbarie commessa contro i supposti «oppressori» sionisti americani e occidentali.
Per informazioni sulle conferenze: www.unaviaxoriana.it 339 8704071 e-mail unaviaxoriana@unaviaxoriana.it
Per informazioni e interviste all'autore: Silvja Manzi • Ufficio Stampa Edizioni Lindau Corso Re Umberto 37 – I-10128 Torino (TO); tel. +39 011 517 53 24 • fax +39 011 669 39 29

 

 



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Il principio di combattimento è essenziale all’Islam, che non puo’ concepire se stesso che come membro della religione dell’Unico Dio che combatte per la sua unicità nel mondo […]. E nel totalitarismo soteriologico del Corano che sta il principio del combattimento
Don Gianni Baget Bozzo