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Verdi Rossi Neri
L’Occidente è sotto attacco. Mai nella sua storia è stato così odiato. Mai è stato oggetto di un fuoco concentrico così insistente. I tre totalitarismi più pericolosi – l’islamismo fondamentalista, il comunismo rivoluzionario, il neonazismo razzista – dichiarano di avere lo stesso nemico: le democrazie occidentali (Europa, Stati Uniti, Israele), fondate sull’inviolabilità dei diritti dell’individuo, sulla laicità dello Stato e sulla separazione dei poteri. La pericolosa alleanza tra gli estremismi rosso-nero-verdi ha dunque come unico obiettivo le democrazie liberali, le società aperte. È un conflitto che ha conosciuto la sua prima fase nel corso della seconda guerra mondiale, con l’alleanza antisemita tra il Gran Muftì di Gerusalemme e Hitler, e che periodicamente deflagra in attentati e azioni sensazionali in ogni parte del mondo. L’opinione pubblica internazionale ha preso drammaticamente atto di questa minaccia l’11 settembre 2001 con la caduta delle Torri Gemelle. In realtà, spiega l’Autore, l’alleanza fra l’Islam radicale e gli opposti estremismi sta lentamente e inesorabilmente cambiando la fisionomia stessa dell’Occidente, in particolare dell’Europa. La «conquista» musulmana (innanzitutto demografica, poi culturale, politica, giuridica) in atto da alcuni decenni, il negazionismo, l’anti-imperialismo, il rifiuto del mercato, la sotterranea azione di lobby dell’OCI (la Conferenza islamica) all’interno dell’ONU disegnano nuove alleanze, ribaltano equilibri consolidati, dividono l’Occidente.
Nel presente saggio si sostiene la tesi che l’Occidente giudaico-cristiano, indistintamente associato all’imperialismo americano, al sionismo, all’Europa coloniale o al capitalismo e al mercato economico, non è mai stato così tanto detestato e contestato da una simile pletora di individui che lavorano alla sua catartica distruzione. Tale odio, specchio capovolto dei valori liberali e individuali incarnati dall’Occidente considerato responsabile di tutti i mali della terra, riunisce nella contestazione che lo fomenta le tre famiglie totalitarie dell’«iperantioccidentalismo», i cui colori si sovrappongono come in un cocomero. Il verde della scorza è il colore dell’islamismo radicale, eroe ineguagliato dell’antiegemonismo che grazie alle «rappresaglie» di al-Qa’ida contro gli yankee, o la «resistenza» del jihad iracheno, di Hamas e degli Hezbollah, sfida il Golia israeliano. Il rosso della parte interna è il colore del comunismo rivoluzionario e della nuova sinistra terzomondista: dal crollo dell’Unione Sovietica la rivoluzione rossa non è mai stata così aggressiva. Non ha ancora pronunciato l’ultima parola ma lo farà, se è necessario, usando la lingua dell’Islam, in nome dell’Unione dei Revanscisti pronti a tutto pur di far cadere l’Impero occidentale, anche ad allearsi con quel Diavolo in cui i suoi seguaci non credono. Il colore nero del centro, o piuttosto dei suoi semi, è quello delle camicie nere della barbarie nazifascista – un contributo che gli alleati «progressisti» degli islamico-rivoluzionari non vantano, professionisti quali sono della «reductio ad hitlerum» e della strumentalizzazione del dolore ebraico con cui tentano di opprimere il popolo d’Israele e il sionismo. Il verde della copertura non è solo quello dell’islamismo, ma più in generale della lotta condotta contro i sionisti e gli americani. L’innocenza vittimistica e la condizione dei presunti «oppressi» rappresentano un alibi formidabile per giustificare la barbarie commessa contro i supposti «oppressori» sionisti americani e occidentali.
Per informazioni sulle conferenze: www.unaviaxoriana.it 339 8704071 e-mail unaviaxoriana@unaviaxoriana.it
Per informazioni e interviste all'autore: Silvja Manzi • Ufficio Stampa Edizioni Lindau Corso Re Umberto 37 – I-10128 Torino (TO); tel. +39 011 517 53 24 • fax +39 011 669 39 29
 
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communiques
19/06/2009 - Perchè la Turchia non puo' entrare nell'Unione europea - L'ultimo libro de Alexandre del Valle
Guerini ed Associati, Milano, maggio 2009 (prefazione di Roberto de Mattei)

Il geopolitologo italo-francese interpella i politici europei e italiani sulla Turchia nell’ambito delle elezioni europee. Secondo Alexandre Del Valle, le affermazioni “sarebbe meglio avere la Turchia dalla nostra parte piuttosto che contro», “la Turchia nell’Ue permetterebbe di evitare uno scontro di civiltà tra Islam e Occidente”, sono assurde ed inaccettabili, perchè basate sulla paura e il timore.


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articles del valle
Non credete ai sondaggi. Ai francesi piace ancora Sarkozy!
Le 27-07-2011

Intervista ad Alexandre Del Valle di Alma Pantaleo5 Luglio 2011, giornale L'Occidentale.

"L'Occidente e l'Islam, il fallimento del multiculturalismo e del modello assimilazionista alla francese, l'"Eurabismo" e il ruolo della Turchia, Sarkozy e le sfide della Francia – dalla guerra in Libia alla 'politica nucleare' –, a un anno dalle presidenziali. Di questo e molto altro, in una chiacchierata a 360° che dagli scenari internazionali scende nel particolare della realtà francese, abbiamo parlato con Alexandre Del Valle, geopolitologo, saggista ed editorialista di France Soir, autore del libro "I Rossi Neri, Verdi: la convergenza degli Estremi opposti. Islamismo, comunismo, neonazismo".

Nel suo libro, “Verdi, Rossi, Neri” lei tratta dell’alleanza antioccidentale delle forze ‘estreme’: islamismo, comunismo, neonazismo. Questo sistema rappresenterà per l’Occidente una fatalità o una sfida che lo rafforzerà?

La convergenza di odio tra il Nero, l’ultranazionalismo indigenista, antioccidentale – che vuole ricoprire un’identità trascurata dal colonialismo europeo –, l’ultraintregralismo o islamismo radicale del Verde e l’antioccidentalismo in funzione antimperialista e rivoluzionario del Rosso che vogliono un mondo multipolare e disoccidentalizzato, rappresenta una sfida che non distruggerà l’Occidente ma che porterà alla sua rinascita perché la storia ci dimostra che molto spesso un’identità diventa conscia di fronte alla minaccia del nemico. Vuol dire che fino ad adesso c’era una divisione tra le tre componenti dell’Occidente: l’ovest americano, l’ovest europeo – che è una colonia americana ma più debole – e l’ex nemica, l’Europa post-bizantina o slavo-ortodossa russa. Avendo gli stessi nemici, anche i latinoamericani più antioccidentali saranno sfidati prima o poi da uno dei leader, Verde, Rosso o Nero che sia; i russi, pur avendo contro di noi molte cose, sono considerati i peggiori nemici dell’Islam e noi siamo di fronte a un tentativo di invasione islamica. Non giudico i musulmani – anzi, ho sempre difeso quelli moderati – ma il progetto degli islamici radicali che vogliono utilizzare l’immigrazione non integrata come nucleo per poi islamizzare l’Europa.


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SI VA FINO IN FONDO?
Le 10-04-2011

L'operazione "Odissea all'alba" è il più importante intervento militare nel mondo arabo dopo l'invasione dell'Iraq nel 2003. Non si può più dire che la Francia è l'ultimo Paese a sostenere i rivoluzionari davanti a dittatori. Ma ora la coalizione che ha ricevuto il mandato dalla risoluzione 1973 dell'Onu instaurando una "no fly-zone" e un cessate il fuoco in Libia è condannata a farcela. O a non vincere, perché la risoluzione non permette alla coalizione d'intervenire via terra o di rovesciare il regime di Gheddafi. E il presidente americano Barack Obama si è chiaramaente opposto a un intervento via terra.


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Alexandre del Valle: è la trappola dell'anticolonialismo patetico
Le 29-10-2010

di Caterina Carosi
Alexandre del Valle è uno dei massimi esperti del Medio Oriente e dell'integralismo islamico in Francia. Saggista, geopolitologo, co-fondatore dell’Osservatorio geopolitico del Mediterraneo (Nicosia, Cipro), è uno studioso indipendente, ma insieme al suo amico Rachid Kaci ha fondato la corrente interna al partito di Nicolas Sarkozy (UMP) 'Destra Libera'.
Prof. del Valle, in Francia il tema dell'integrazione nella politica di Sarkozy è una priorità, ma tutto si sta riducendo al motto 'burqa si, burqa no': è vero che l'uso per la donna di coprirsi completamente non è previsto nel Corano?




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Le Gouvernement Berlusconi va-t-il imploser ? Nouvelles d'Italie
Le 18-08-2010

Le Premier Ministre italien Silvio Berlusconi et le Président du Sénat Gianfranco Fini, ont consommé leur rupture. Des élections anticipées ne sont pas exclues. Mais elles seraient risquées pour les deux hommes.


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I musulmani: prime vittime del Terrorismo islamico
Le 28-07-2010

Dopo le stragi accadute in Afghanistan, Mauritania, Somalia, Irak, Pakistan questi ultimi giorni e queste ultime settimane, occorre fare un bilancio della guerra al terrorismo islamico non solo in Occidente, ma anche nei paesi musulmani stessi.


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Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
Le 25-05-2010

L'ordine internazionale che fece seguito al sistema bipolare ereditato dalla guerra fredda era caratterizzato fino ad oggi dal dominio non contestabile della superpotenza americana. Nel mese di maggio 2010, tre incontri strategici hanno inaugurato la vera fine di questo sistema transitorio unipolare e l'inizio di un sistema multipolare che rifiuta il dominio euro-americano. Primo, l’accordo storico russo- turco firmato in occasione della visita del presidente russo Dimitri Medvedev in Turchia mercoledi 16 maggio 2010.


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Le mani sulla Turchia
Le 04-05-2010

La Turchia, come disse Samuel Huntington, è uno «Stato sostanzialmente lacerato», un «Giano politico » attratto dall’Europa moderna, un’eccezione di «Stato musulmano laico», ma anche un paese nostalgico dell’Età dell’Oro islamico-ottomana, e sempre più sensibile alle sirene dell’islamismo e del miraggio di un nuovo Califfato.


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?La Corte di Mahmoud o il nuovo impero ottomano?... "Liberal"; 17 aprile 2010
Le 20-04-2010

La scorsa settimana, Washington ha annunciato la nuova dottrina nucleare americana che esclude attacchi nucleari contro gli Stati privi di capacità atomica o che rispettino il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), escludendo in questo modo «gli Stati fuori norma come l’Iran o la Corea del Nord» che hanno violato o rinunciato al Tnp.


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Il Liberal, "Nuovo impero Ottomano", di Alexandre del Valle
Le 07-04-2010

Quelli che credono che la prospettiva europea di Ankara sia una garanzia di "occidentalizzazione" e di rifiuto dell'islamismo radicale, commettono un grave errore. Perchè la diplomazia turca è sempre stata a vasto raggio e complessa: non meno asiatica, araba, persiana di quanto non sia europea o occidentale (quando non va contro i suoi interessi), e oggi sopratutto panislamica o "neo-ottomana".


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Le « lien très spécial » qui unit la France et l?Italie
Le 06-04-2010

Cette semaine, Nicolas Sarkozy et Silvio Berlusconi se rencontreront à l’occasion du sommet bilatéral annuel franco-italien. Une bonne occasion pour lever un certains nombre de clichés et préjugés français à l'égard de notre voisin d'Outres-Alpes qui connaît et apprécie la culture française souvent mieux que nous l'italienne.  


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Il principio di combattimento è essenziale all’Islam, che non puo’ concepire se stesso che come membro della religione dell’Unico Dio che combatte per la sua unicità nel mondo […]. E nel totalitarismo soteriologico del Corano che sta il principio del combattimento
Don Gianni Baget Bozzo